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Diari di viaggio
10/11/2005 Borj El Khadra – Bir Pistor – Campo nel deserto (116 Km)
Salutiamo Borj El Khadra e andiamo diretti a Bir Pistor. Fiancheggiamo il lago salato sconfinando per 500 metri in Libia per visitare il vecchio forte dei legionari. All'orizzonte si vedono i miraggi. Ci fermiamo a raccogliere le rose del deserto. Ce ne sono di grandi, a disco, a rosa, e piccoline molte carine. Si formano in un ambiente caratterizzato da una intensa evaporazione entro il primo metro di sabbia. Ci avviciniamo verso Nord al primo cordone di dune: si ritorna indietro. Il deserto ci dà il suo benvenuto con una serie di gigantesche dune mozzafiato. Una alta circa 100 metri e divisa in tre salti mi resta particolarmente impressa.
Mi ripetevo la frase della scritta sul muro del Cafè 7 Novembre "alla ricerca di quel attimo" fino a cantarla quella poesia. Il meccanico è in macchina con me. La voglia di vivere è tanta quindi me la faccio a piedi! Rispetto all'andata avevamo i muri a favore e quindi alla rampa seguiva il muro. Il ritorno è stato infatti più veloce e meno difficoltoso anche se più adrenalinico.
Il gasolio de El Borma non è però dei migliori e il Toyota di Luca non va a tutto gas. Ci fermiamo a sistemarlo e una colonia di moto e jeep si avvicinano. Il deserto è piccolo! E' Enrica Perego con altri 12 motociclisti e fuoristrada di assistenza. L'incontro è stato utile e tempestivo perché ci cambiano Euro in dinari, così poi a El Borma possiamo fare un po' di gasolio. Continuiamo la risalita del deserto correndo su comodi tratti pianeggianti e incontrando qualche dromedario solitario. Per caso ai piedi di una delle tante rampe Alberto trova una piccola freccia preistorica. Da quel momento una passione improvvisa per questi reperti ci prende a tal punto che qualsiasi posto ricco di pezzettini di selce è oggetto della nostra accurata ispezione! Veniamo attirati da una breve piana (uno dei tanti gassi) tra due dune. Dopo aver trovato qualche reperto di scarto di lavorazione tentiamo di ripartire ma ci insabbiamo. Ci vogliono alcune ore per uscirne perché ovunque la sabbia è soffice e traditrice tipo quella dei laghi salati. Alle 17.00 comincia a tramontare il sole. Facciamo campo ai piedi di un cordone di sabbia. Finché la luce lo permette passeggiamo sulle dune più alte osservando come si muove la sabbia, quando la calpesti fino ad affondare la gamba: ha un movimento lento e sinuoso che regala benessere e pace.