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Diari di viaggio
Lunedì 25: Erfoud –Oum Jrane, 168 Km
Abbiamo qualche problema al Land e Alberto cerca un meccanico per riparare l’albero di trasmissione anteriore insieme ad Hassan, ma non trova niente. Prima di salutarlo ci porta a vedere il laboratorio di marmisti suoi amici: lavorano con grande maestria il calcare nero a ortoceratidi e ammoniti creando lavandini, piatti, fontane, tavoli da giardino e salotto veramente molto belli. Spendiamo 90 Euro per due grandi piatti e un trilobite, lavorato da loro facendone risaltare il rilievo e i caratteri.
Penso che Hassan è l’unica persona di fiducia che abbiamo conosciuto in Marocco e che ci ha fatto piacere conoscere, assieme al suo compagno di avventura. Se serve una guida lui è contattabile tramite noi. Partiamo per Zagorà. Facciamo asfalto fino a Mecissi e prendiamo una pista carina subito dopo il distributore a sinistra. Ha un leggero toule ondulè e passa tra piccoli paesi con tanti bambini. Attraversiamo pianure desolate simili alla savana. A Tazoulait troviamo una miniera di trilobiti tutta scavata su un interstrato e subito dopo in una estesa pianura tra le pietre nere troviamo degli esigui affioramenti di crinoidi. Continuando lungo la pista incontriamo di nuovo ortoceratidi ma in un calcare più chiaro. Il sole sta calando e ci fermiamo in una miniera abbandonata di rame, dove setacciamo con pazienza il terreno fino a trovare piccole piriti e altri minerali. Cerchiamo un posto per campeggiare e dietro una collinetta avvistiamo un accampamento di nomadi. Ci allontaniamo di un paio di chilometri e ci fermiamo tra le “braccia” di una duna. Facciamo pulizia del Land e prima di andare a dormire Alberto spegne tutte le luci per farmi una sorpresa: accende una fila di lampadine per albero di Natale: Italiaaa Unooo! Buon Natale 2006!