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Diari di viaggio
Lunedì 08 – Giovedì 11: Tangeri – Algeciras – Barcellona – Genova = 4 GIORNI DI NAVE
Solita colazione abbondante al solito bar per 1 Euro e 20 a testa, 10 Dirham di nuovo al guardiano e 19 Dirham (= circa 1 Euro e 90) di spesa varia: 1 kg e mezzo di arance, coca da litro, pane! Il Marocco è proprio conveniente per la frutta e verdura. Alle 9.00 siamo in porto e ci vuole una ora per sbrigare le carte in dogana: 5 Euro per convalidare i biglietti e poi altri 3 ad un altro tipo per passare il controllo della polizia. Per 10 Euro ci avrebbero fatto tutto loro, ma ci siamo arrangiati comunque. Ci mettiamo in fila davanti ad un traghetto e conosciamo una coppia di ragazzi speleologi (pure loro) di Pistoia, Christian e Viola. Gli chiediamo come è andata e quante fregature hanno preso. Ci rispondono 50 Euro per essere tirati fuori dal fango nel lago salato di Merzouga! Piacere, noi 180 Euro: siamo tutti in buona compagnia e ci consoliamo le reciproche “ferite” del viaggio in Marocco! Ci raccontano che si sono insabbiati e dopo un pò che Christian scavava da solo circondato da alcune persone divertite della scena, gli ha chiesto un aiuto. Loro gli hanno risposto che per 100 Euro si poteva fare! Lui allora si è arrangiato un po’ da solo e poi sfinito ha trattato sul prezzo: per 50 Euro si sono poi mosse 15 persone! Questo è Marocco! Nel frattempo i portuali marocchini ci fanno spostare davanti ad un altro traghetto. Di nuovo altra fila. Aspettiamo un po’: è quello sbagliato! Ah! Si scusano e ci fanno tornare davanti a quello di prima! Italiaaa… Unooo!! Avanti e indietro per il porto! Questa è Africa! Passano altre 2 ore, durante le quali assistiamo a scene di clandestini: un camion in corsa presenta nel cassone sotto il rimorchio un marocchino che sta tentando di chiudersi dentro: lo hanno fermato e “punito” con un paio di bastonate. Un altro sotto i miei occhi ci prova con un camion fermo di fianco a noi. Quando esclamo ad Alberto e agli altri:“Guarda quel tipo cosa fa!”, lui si gira e mi chiede:“Cosa hai visto tu?”, ed io intimorita:” Lui il mio pilota! Stavo parlando con lui! Tranquillo”. Visto niente, non so niente! Mi guarda dentro la macchina e mi chiede se posso aprirgli dietro per vedere se c’è spazio! Io muta gli indico il padrone del Land e lui mi risponde:” Ah, allora non si può fare niente, ciao!”. Ah però! Alberto gli ha fatto paura! Il tipo continua comunque a cercare altre macchine o camion dove infilarsi: sono scene a cui assisto quasi allibita perché è una realtà di cui ho sempre solo sentito parlare e viverla è diverso. Tra un brivido e l’altro, un ridi e scherza, partiamo finalmente dopo mezzogiorno e arriviamo ad Algeciras alle ore 16.00 abbondanti. Sbarchiamo alle 17 passate: insomma UN GIORNO intero per passare dal Marocco alla Spagna! Ci pare assurdo! Facciamo la dogana spagnola e alle 18.30 ci imbarchiamo sulla Grimaldi M/N Victory nuovamente. Andiamo a cena dove ci aspetta ancora il menù fisso e per caso sentiamo che l’arrivo è previsto per giovedì… Ma come?! Oggi è lunedì sera e arriviamo giovedì?! Come è sta storia! Da qua comincia una odissea… Andiamo alla reception e ci specificano appunto che arriveremo a Genova fra 3 giorni con UN GIORNO fermi a Barcellona dalle 7.30 alle 21.00 senza poter scendere! Come è possibile impiegare QUATTRO GIORNI per tornare a Genova??!! UN GIORNO per passare dal Marocco ad Algeciras?! Abbiamo scelto questa compagnia perché con la qualità del Suo servizio ci avrebbe portato a destinazione in 48 ORE. Come si può passare 6 giorni in nave per la linea Genova – Tangeri quando il servizio era di 4 giorni andata e ritorno??!! (Ciavada –italiana- N°9). Ci spiegano che non dipende da loro, che capiscono l’inconveniente, si scusano dicendo che la linea per Tangeri era appena partita per questo periodo di Natale e ci sono stati alcuni intoppi burocratici imprevedibili coi marocchini. Alberto si incazza col comandante più volte e ci difendiamo dicendo che i patti iniziali non erano quelli e che c’è stata una cattiva informazione di base. Infatti parlando tra passeggeri (non tutti sono partiti lo stesso giorno) ci rendiamo conto che tutti abbiamo ricevuto due giorni prima di partire una comunicazione che avvisava del mancato arrivo a Tangeri e dello scalo ad Algeciras, ma poi niente altro specificato. In seguito a questo fatto in nave ci sono state delle forti lamentele sia da parte nostra sia di altri passeggeri e dopo una estenuante trattativa riusciamo a farci concedere almeno lo sbarco a Barcellona. Il viaggio con la Grimaldi questa volta non è stato piacevole e siamo rimasti delusi, ma siamo anche convinti che come tutte le novità con il tempo si sistema tutto e che la linea sarà funzionale senza influire su persone che pagano per avere un servizio che poi non hanno. Nonostante tutto ironizziamo su come andare più veloci, visto che la nave si muove lenta come una tartaruga a 14 nodi, perché deve arrivare a Barcellona entro l’orario previsto da loro anche se siamo partiti un giorno prima. Pensiamo che forse se ci facciamo trainare dai delfini che ci fanno compagnia in questo lento viaggio, arriviamo prima! Oppure usiamo le piastre da sabbia e la tavolata da snowboard di Christian sotto il Land come surf! Che noia sto viaggio in nave! Lunghissimo! Ci dobbiamo drogare di televisione per passare il tempo!
Finalmente Barcellona e si scende. Almeno nel disagio abbiamo guadagnato una visita qua. Passeggiamo lungo La Rambla e andiamo a visitare il tempio de La Sacrada Famiglia di Gaudì. Paghiamo 8 Euro e con gran stupore scopriamo che è ancora in costruzione dal 1884! Non lo sapevo e dopo essermi mezza incazzata, perché mi fanno pagare per vedere una cosa ancora incompleta (ignoranza mia!), ho compreso tutto e ci siamo gustati la visita. Saliamo con l’ascensore la torre di 60 metri e il panorama su Barcellona è stupendo. Scendiamo divertiti per le scale a chiocciola, che insieme a tutta la chiesa rappresentano proprio il frutto di una mente bizzarra e creativa oltre il limite.
I particolari di questo posto sono talmente tanti e con una loro logica che niente è ridondante e tutto mi affascina. Prendiamo la metropolitana e ritorniamo lungo La Rambla, che nel frattempo si è riempita di artisti di strada. Rientriamo in nave a metà pomeriggio e ripartiamo. Sbarchiamo a Genova giovedì 11 gennaio alle ore 16.00, dopo una lunga permanenza in nave quasi come fosse stata la casa del Grande Marinaio, anziché Grande Fratello! Nessuno controllo in dogana italiana. Fuori subito dal porto. Che bella l’Italia… Anche questo viaggio è fatto, tanto emotivo e un po’ amaro, 4400 Km di gioie e dolori… non tutto il deserto è paese, ma d’altronde è Africa anche questa.
Barbara Grillo ( radi587@yahoo.it) &Alberto Casagrande ( westlife@libero.it)
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