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1800 KM RILASSANTI IN
TUNISIA
Perché tanti giorni in Tunisia (dal 5 al 10
gennaio)? Questione di prudenza e tempi del traghetto. Sono stati calcolati
nell’eventualità ci fossero problemi o imprevisti in Libia. Alla fine
nonostante tutto siamo stati nei tempi stabiliti e abbiamo dovuto solo correre
un po’ di più: in realtà il programma libico da noi scelto è fattibile
tranquillamente in 19 giorni, ma se capitano incidenti, diventa molto intenso e
stancante. A quanto sembra, però, sforare la permanenza in Libia oltre il
giorno previsto di uscita crea problemi in dogana, soprattutto se la guida ed
il poliziotto hanno un altro gruppo da gestire subito dopo. Non era il nostro
caso: avevamo, infatti, tentato di prolungare il viaggio di un giorno per fare
le cose con più calma, ma questo fatto al momento ha creato discussione per
questioni legali di sicurezza alla frontiera (Ipse dixit).
Il soggiorno tunisino ci è servito solo per assorbire lo stress accumulato nelle
belle corse libiche e per ridurre l’impatto (notevole) del rientro a casa.
SABATO
05: TATAOUINE – OASI
KSAR GHILANE, 90 KM
Dopo la tirata notturna, cambiamo soldi e
visitiamo il souk di Tataouine. Facciamo spesa: 11 dinari per 3 kg di
clementine, 1 kg di datteri, 1 kg di carote speciali, 1 kg di banane! Il pane è
a 0,24 dinari! Se calcoliamo l’equivalente in Euro, avremmo speso in tutto
circa 5 Euro! La nostra meta è Ksar Ghilane. Passiamo per Chenini, che merita
sempre qualche foto. Prendiamo la pista per l’oasi e notiamo come il paesaggio
in giro sia molto più verde del solito: ha piovuto per dieci giorni consecutivi
e la sabbia è bagnata e ricca di piante! Il cielo è ancora grigio. Facciamo una
sosta per un thè al bar Nomade.
Arriviamo
a Ksar Ghilane e ci accampiamo fuori sotto gli alberi. In campeggio dentro
l’oasi è aumentato il numero di tende e tendoni rispetto a due anni fa …
Alla sera facciamo un giro tra le bancarelle e un negoziante sapeva che alcuni
italiani nostri amici erano stati sequestrati dalla polizia algerina! Gli ho
chiesto come ne era venuto a conoscenza visto che non ci sta la televisione là
e lui simpaticamente mi ha risposto:”La voce del Sahara!” Minchia, viaggia a
frequenze molto alte questa radio!
DOMENICA
06: OASI KSAR GHILANE IN RELAX (40 KM)
Dormiamo fino a tardi. Decidiamo di passare
il pomeriggio a fare gincane su e giù per le dune bagnate e compatte fino ad un
punto GPS a Est del fortino, che alcuni anni fa corrispondeva ad un luogo
neolitico. Ora c’è una duna alta tre metri! Si viaggia da Dio, soprattutto
perché abbiamo le jeep scariche, che si inerpicano da ferme sulle rampe
sabbiose!
LUNEDÌ 07: KSAR GHILANE – DOUZ (HOTEL)
Smontiamo il campo e ci accorgiamo che il
serbatoio del Land ha perso molti litri durante la notte: riusciamo a risolvere
solo mantenendolo pieno a ¾.
Ci dirigiamo a Douz lungo una pista che anni fa era piena di sabbia. Ora ci
sono solo poche e basse dune. Hanno spostato anche i caffè bar per correre
dietro ai movimenti della sabbia!
Andiamo a far shopping a Douz, dove si possono trovare belle stoffe per neanche
30 Euro ottime per tendoni e copri divani. Prezzi paradisiaci per le femmine in
shopping! Capita che i negozianti vogliano in cambio quaderni e penne per i
figli.
Tento in un internet caffè di spedire qualche email, ma la tastiera araba
complica semplici azioni e chi ha ricevuto le email ha pensato fossi
analfabeta! Una ora di navigazione costa solo 1 dinaro. Passiamo al camping a
trovare il nostro amico Italo di Feltre, sequestrato con la famiglia, le guide
tunisine ed altri per cinque giorni dagli algerini … Han fatto 1000 chilometri
in colonna scortati. Il tedesco che era con loro ha rotto le balestre del
camion e lo ha dovuto lasciare nel deserto con il cane dentro, con la promessa
degli algerini che sarebbe tornato dopo un giorno! In realtà ha impiegato sei
giorni per tornare dal fedele compagno di disavventura trovandolo
fortunatamente vivo e vegeto! La polizia algerina gli aveva messo dei vigilanti
per 30 Euro al giorno e non ho dovuto sborsare solo questi per arrivare fino
là.
Per festeggiare le lieta conclusione dei nostri viaggi, andiamo a cena in
centro al paese da ChezMagic e mangiamo proprio bene e abbondante per 10 Dinari
a testa. Dormiamo in Hotel Tuareg.
MARTEDÌ 08: TOZEUR - SBEITLA (HOTEL)
Decidiamo di dividerci, un gruppo va diretto
a Tunisi per cazzeggiare con calma nella medina, mentre noi temporeggiamo e
facciamo una lunga deviazione, allergici alla caotica capitale. Ci dirigiamo a
Tozeur per far affari in tappeti con un vecchio amico Benlaid Ridha. Lungo il
tragitto poco dopo Kebili visitiamo un impianto di raffreddamento dell’acqua,
che viene su da terra ad una temperatura di circa 70° C! E’ una curiosa
struttura a tre piani di griglie, sulle quali l’acqua viene pompata in cima e
raffreddata per caduta. Poco più avanti attraversiamo il lago salato, che dopo
i 10 giorni di pioggia presenta molta più acqua del solito. Dopo la visita a
Ridha, proseguiamo verso Nord e passiamo per Moulares invece di andare dritti
per Gafsa. Questo paese vive grazie ad un incredibile impianto di trattamento di
fosfati: i carrelli, che trasportano 24 ore su 24 i detriti dalle miniere,
tagliano le montagne su lunghi binari non protetti, che fiancheggiano a tratti
anche la strada. Si può
vedere da vicino il trasporto: camminando sui cumuli di
depositi si possono trovare fossili e pezzi di gesso.
Continuiamo fino a Kasserine pensando di trovare un hotel, ma o ci si ferma 30
chilometri prima del paese o dopo non si trova niente, nonostante sia un paese
grosso. La corsa si ferma alla città archeologico romana Sbeitla, dove troviamo
un albergo per camionisti: c’è poca roba da visitare, solo qualche colonna e un
arco.
MERCOLEDÌ
09 E GIOVEDÌ 10:
BIZERTA (HOTEL) –
GOULETTE TUNISI
Andiamo per Sbiba incappando in una fitta
nebbia mattutina. Non troviamo poste aperte, perché oggi è festa per il giorno
dell’anno e quindi ormai agli sgoccioli coi soldi ma non col gasolio a Mikthar
deviamo lungo una strada di campi per Ticha, seguendo fedeli la mappa russa del
GPS. Probabilmente tempi addietro era più trafficata e grande, ora è una pista
per trattori! Quasi increduli continuiamo in direzione di Dougga e passiamo
addirittura quattro guadi! Lungo questo tragitto si trovano reperti
archeologici romani in mezzo ai campi pieni di margherite! La pista si perde
tra un guado e l’altro, finché perdiamo anche noi l’orientamento: girovaghiamo
sul letto del torrente e da lontano vediamo sulla sponda destra in alto la
strada asfaltata, che dopo 15 chilometri ci porta a Dougga. Per prenderla
passiamo con umile noncuranza in un campo e sbuchiamo nel giardino di una casa,
con una signora che ci guarda allibita visto che il percorso fino a lì fatto
era solo per i muli! Questo è l’ultimo fuoripista del viaggio, che ci ha ben
imbrattato di fango il Land! Proseguiamo fino a Bizerta passando per campi con
mucche e pecore, che brucano i fossi. Soggiorniamo presso il comodo albergo
Sidi Salem. La città è carina e ha una storia complessa tra berberi, spagnoli e
arabi ben visibile dalle architetture.
Giovedì cazzeggiamo il più possibile per ritardare l’arrivo a Tunisi e
percorriamo tutte le strade più lunghe e alternative per arrivare alla grande
città. Scendiamo nella baia/laguna di Raf Raf, ma non c’è la possibilità di
costeggiare il mare a causa del promontorio e dobbiamo tornare indietro. Carino
solo l’isolotto al largo.
Passiamo per l’Ariana, dove tutta la pianura è allagata. Le ore non passano.
Andiamo a fare la pennichella sulla spiaggia di Sidi Bou Said. Gli altri nostri
compagni faranno lo stesso, ma in un momento diverso e pertanto non riusciamo
ad incontrarci.
Andiamo a fare i biglietti alle 15.30 stanchi di aspettare il momento di
partire e troviamo gli sportelli aperti. Alle 17.00 ci ritroviamo tutti ed
entriamo in dogana. La partenza è prevista per le 20.00. Alle 18.00 siamo tutti
in fila pronti per salire in nave, ma non sarà possibile fino alle 23.30! La
nave, infatti, è arrivata verso le 22.00 causa ritardi accumulati da viaggi
precedenti per maltempo in Italia. Da buon bellunese Italo pensa bene di
mettere a disposizione sul cofano del Land salame e formaggio!
Banchettiamo e ceniamo per quanto possibile, mitigando il nervosismo per le
scarse informazioni. Per passare il tempo si chiacchiera moltissimo e si
girovaga tra una jeep e l’altra meditando miglioramenti sugli allestimenti con
copiature e nuove invenzioni!
A mezzanotte e mezza salgono le ultime auto e poco prima dell’una si parte. Ci
fanno la cena per fortuna, ma occhio ai prezzi: 27 Euro per una cotoletta,
pesce fritto, insalata, patatine e acqua!
Il mare è calmo: sistemiamo foto e dormiamo quasi tutto il giorno con gli
indimenticabili pensieri della Libia che ci girano in testa!
I ritardi accumulati si fanno più pesanti all’arrivo: iniziamo lo sbarco alla
una e mezza e partiamo alle 3 di notte. Il viaggio notturno è provante e
pesante. Ancora non ci rendiamo conto che è proprio già finita, ma il libro che
abbiamo letto è stato uno dei più entusiasmanti e affascinanti …
Un viaggio diverso, intenso, ricco di emozioni e paesaggi, impegnativo e pieno
di imprevisti, che alla fine hanno dato un valore aggiunto: è stato proprio un
gran sollievo esser riusciti a portare a casa tutti, ma in particolare il Range
e Domenico!
LE COMICHE NARRABILI
E INDIMENTICABILI
Mercoledì 19: vendesi donne a Ghadames
Durante la visita alla città di Gadamesh, la
guida Abdu ci confida che ha 17 figli da una unica donna e 28 nipoti! Ci prova
subito con me e Jadranka per sapere se gliene regaliamo altri 17! Insiste più
volte con lei svelandoci che una donna vale 5 dromedari (un dromedario equivale
circa 500 Euro!). Nonostante i rifiuti lui non molla ma ci scherza sopra fino alla
fine!
Domenica
23: anarchia a Uadi Magridhet
Durante la sosta ad Awaynat facciamo spesa e Alessandro e Adriano comprano
uova. Ne cucinano una parte, ma non riescono a farle bollire tutte perché si
deve partire subito. Rimettono le uova al loro posto e pensano
bene di segnarle. Passa la giornata e le mettono sulla
tavola durante la preparazione della cena nel campo ai piedi della grande duna.
Il problema è che non si ricordano più se avevano segnato quelle sode o quelle
crude! Per capirlo non resta altro che provarle! Comincia il gioco del tiro
all’uovo per testarle! Un po’ in faccia, un po’ per terra vanno finite tutte!
Sempre la stessa coppia non risparmia risate quella sera: mentre stiamo
cercando il posto per il campo, Alessandro e Adriano discutono sulla
opportunità di mettere il tendone comune ed in particolare Adriano esordisce
dicendo:” No tenda, questa sera parlo io da Alberto che non si monta il
tendone”. Al momento di farlo, Alberto come suo solito richiama tutti
all’allestimento, in particolare nomina Adriano, che comicamente è il primo a
rispondere:” Sì, pronti qua, arrivo subito!”
Della stessa idea sono anche Fabio e Mauro per quanto riguarda la loro tenda
per dormire: non hanno voglia di prepararla e copiano Tahar e Sahad, che dormo
sotto la luce delle stelle! Una tecnica che adotteranno per tutti i campi
futuri. Dopo soli tre campi già c’è anarchia!
Venerdì 28: talpe a Timissah
Siamo accampati alla periferia di Timissah
tra basse dune ai limiti di una sabkha. Mentre prepariamo il campo e la cena,
Mauro si diverte a fare insensati buchi nella sabbia come fosse colpito dalla
sindrome della talpa! In vena di scherzi pensa di farne uno sotto la tenda
Chechua di Jadranka, a sua insaputa ovviamente. Tutta la serata si svolge nella
piena normalità: si mangia la solita pasta con i mitici sughi della signora
Meghini e come contorno una ottima verdura; si beve il thè con la guida e poi
tutti a nanna. Jadranka è l’ultima insieme ad Alberto, che ha la jeep vicino
alla sua tenda. Lei si va a coricare e sprofonda inevitabilmente di oltre 20
centimetri! Spaventata esce e chiede ad Alberto di controllare cosa è successo:
lui inconsapevole verifica e le chiede se ha trovato un pozzo di petrolio! Lei
gli chiede se è possibile che si aprano depressioni così spontaneamente, visto
che siamo nei pressi di un lago salato… Alcuni di noi nelle vicinanze scoppiano
in risate a crepapelle! Che comiche! Lo scherzo è stupendamente riuscito!
Domenica 30: smemorati a Waw an Namus
Io e Alberto andiamo a piedi sul cratere
principale e poco dopo ci seguono a nostra insaputa anche Jadranka, portata da
Mauro, e Andrea, portato da Domenico. Ammiriamo il panorama dall’alto in modo
sparso. Quando scendiamo, incontriamo gli altri e non c’è nessuno che li
aspetta! Chi deve venire a prenderli se ne sta pacifico a bere il thè sul bordo
del vulcano con le guide da tutta altra parte. Se ne sono proprio dimenticati e
solo dopo continue chiamate vie radio riusciamo a farli andare a prendere! Che
affiatamento di squadra!
Giovedì 03: AAA cercasi gasolio
Sulla via del rientro verso Nord partiti dal
campeggio dei laghi, tentiamo di fare gasolio in periferia di Sebha, ma non ce
ne è. Per altri 200 chilometri niente benza e niente pane o luoghi per fermarsi
a far rifornimento. A 90 chilometri da Zwara ad un posto di blocco ci fermiamo
per aspettare Alessandro, che è rimasto indietro. Intanto facciamo gasolio fino
all’ultima goccia con le taniche di riserva. Solo dopo 40 muniti di sosta la
guida si ricorda di noi e la vediamo tornare indietro: cavolo si è ricordata di
noi!! Dopo 30 chilometri un altro posto di controllo: in questa tratta c’è un
distributore di gasolio ma è vuoto! Siamo quasi a secco e arriviamo a quello di
Zwariff tutti o quasi col gasolio contato: all’incrocio si vede il Toyota di
Alessandro procedere a traino del Range perché è rimasto senza carburante a 2
chilometri dal distributore! Aaah!! Ci ridiamo sopra davanti ad un pranzo
abbondante di riso, cus cus, minestra, pollo per la modica cifra di 6 Euro a
testa! Mercoledì 09: Range Rover ultimo atto Mentre stiamo ammazzando il tempo
nella lunga attesa di imbarcarci. Dopo giorni in cui il Range non dava segni di
rogne, Domenico si avvicina ad Alberto con un’aria da “Huston, c’è un
problema!” e gli chiede:”Alberto, hai un tappo di sughero?”, perché ha perso il
tappo dell’olio quando ha fatto benzina prima di entrare in dogana! Lui gli
risponde che siamo pieni di tappi di sughero! Tra una battuta e l’altra il
chirurgo House rovista nel Land fino a trovare l’Amuchina: risolve la mancanza
mettendoci il tappo capovolto e fissandolo con del filo di ferro! Calza a
puntino! Ora il Range ha tutto tranne che pezzi suoi originali! Anzi ha
qualcosa più degli altri! Le comiche son state quando due giorni dopo l’arrivo
a casa Domenico ha portato dal suo meccanico la jeep, il quale, una volta
aperto il cofano, gli ha chiesto cosa era quella cosa!
UNA PROPOSTA
INDECENTE O QUASI: DORMIRE IN HOTEL
Dopo un tour libico qualsiasi bettola
tunisina o di qual si voglia paese rappresenta un lusso! Un viaggio in Libia
implica pochi alberghi e molti campi liberi, che, viste le condizioni igieniche
di quelli veri, sono i migliori alberghi a cinque stelle anzi a multi stelle!
Domenica 16 dicembre
Hotel Tunisia a Kariouane in Tunisia
si trova a pochi metri dalla porta della medina. E’ modesto ma sufficiente: una
camera doppia con colazione costa 30 dinari. E’
la terza volta che veniamo in questo hotel e ci siamo
sempre trovati bene.
Lunedì 17 dicembre
M Hotel Winz Rik Nalut
in Libia: si è rivelato una sorpresa, perché nessun contava di pernottare in
albergo o sapeva che ci fosse. Ha una logistica strategica e panoramica sul
granaio fortificato della città. E’ l’unica cosa bella che ha! Ci ha colpito
per i corridoi molto alti e stretti. E’ accettabile visto che di meglio non si può
pretendere in quei posti: riteniamo comunque che la vasca verde si sia lavata
per la prima volta con la nostra doccia … eravamo provvisti di ciabatte con le
zeppe, mentre la cragna (= sporco) colava! In compenso si mangia molto bene e
tanto: ci è costato 75 dinari tutto compreso per due.
Martedì 18 dicembre
M Rest House a
Ghadames: la guida Tahar ci porta in periferia della bella
città, dove stanno costruendo case e condomini per turisti e residenti ricchi.
E’ stata anche questa una sorpresa: è una palazzina a due piani con quattro
camere a piano, di cui una, la suite, con il bagno compreso (mentre le altre
no) ed un grande lettone dalla appariscente testiera in legno e pelle per il
capitano Alberto! Sono tutte nuove e in ottime condizioni. Ma il letto bisogna
sempre farselo lo stesso! Abbiamo cenato nella sala da pranzo. Ci è costato in
tutto 35 dinari a testa.
Sabato 22 dicembre
Camping ad Al Awaynat:
è l’unico ed è attrezzato con doccia e capanne a cupola a due posti per 25
dinari in due. Tutti cotti dalle giornate appena trascorse ci scrostiamo le
croste e tutti a nanna in un letto. Dopo due giorni ritorniamo dal Magridhet
per rifarci una doccia e ci costa 1,5 dinari a testa.
Sabato 29 dicembre
Camping Hotel Waw el
Kebir: qui ci facciamo solo la doccia per due dinari a testa. I
bagni sono in buone condizioni. Non è lo stesso per il campeggio circostante:
ci sono container vuoti, capanne non finite ed in disuso, una piscina
abbandonata e senza acqua, dove ci vivono solo grandi scarafaggi… insomma una
desolazione di posto. Ci sono più gatti che persone…
Lunedì 31 dicembre e mercoledì 02 gennaio
Camping Africa Tours a
Fjeij: è attrezzato per l’accoglienza del turismo “di massa”,
quindi si trovano docce e capanne a due posti in buone condizioni. Il bagno è
tappezzato di piastrelle azzurre senza tetto! Chi però aveva la maggiolina ha
dormito nelle sue pulci! Quelle hanno il pedigree! Il solo posto auto sono 10
dinari, la cena abbondante 10 dinari; chi ha preso la capanna 25 dinari. Quando
il 03 mattina partiamo, paghiamo la metà rispetto al giorno prima anche se non
gli va bene, perché durante la notte c’è stato un black out e non c’era acqua
calda per la doccia.


Giovedì 03 gennaio
Hotel Cordan a Gharian:
è il più lussuoso e tecnologico che ci è capitato per 55 dinari in due con
colazione. Per entrare si passa attraverso i raggi X compresi i bagagli. Penso
anche l’acqua calda passi per strutture super sofisticate visto che è arrivata
di mattina! E’ uno di quei posti dove ti possono svegliare e buttare fuori nel
cuore della notte se arrivano pezzi grossi e politici!
07, 08, 09 gennaio
Hotel a Consul a
Tunisi: albergo lussuoso e confortevole ad un chilometro dal
centro. Costa 55 dinari a camera doppia.

Lunedì 07 gennaio
Hotel Tuareg a Douz:
è l’ennesima volta che veniamo qui ed è sempre un ottimo posto per 40 dinari in
due.
Martedì 08 gennaio
Hotel a Sbeitla
a 2 stelle o meglio due stalle: modello tipico per camionisti e con questo si
dice tutto! Dopo aver visto gli alberghi in Libia (quei pochi), qualsiasi altro
posto è migliore! Pagato 55 dinari in due e 8 per la cena. Il prezzo non vale
il posto, ma era già tardi quando siamo arrivati e di meglio non abbiamo
trovato quella sera. Con la luce del giorno abbiamo visto qualche posto
migliore.
Mercoledì 09 gennaio
Hotel Sidi Salem a
Bizerta: è molto comodo e pulito per 66 dinari in due con mezza
pensione. Le camere con bagno sono in casette depandance con vista mare:
posizione piacevole grazie alla quale si arriva sul porto passeggiando fuori
dell’albergo.
NON SI RINGRAZIANO
(in ordine disperso):
Gli ammortizzatori di GB Assetti, che hanno
fatto tanto incazzare Alessandro!
I bagni (cessi) dei distributori di benzina per i profumi e le condizioni
indimenticabili!
Le radio CB, che divise due in frequenza AM e due FM, ci hanno nervosamente
complicato il viaggio favorendo la non comunicazione e l’isterismo!
Alessandro e Adriano per le ripetute sveglie premature alle 4.00 e 6.05 di
mattina a causa delle loro rumorose risate e lunghe chiacchierate!
Le boccole (i gommini) del ponte anteriore taroccati del Land Rover, che hanno
messo alla prova l’arguto ingegno di Alberto pentito di non aver comprato gli
originali, perché non sarebbe mai successo (Ipse dixit).
La Grimaldi GNV che all’andata arrivati in porto a Tunisi ci ha fatto aspettare
sui divanetti senza scendere per più di quattro ore e per otto ore in dogana a
Tunisi per imbarcarci.
La polizia di frontiera tunisina che al nostro arrivo il 16 dicembre già con
ritardo accumulato ci ha fatto aspettare una ora in più, perché voleva una
fantomatica lista di tutto il carico del Toyota bianco!
Gli ormoni di Adriano e Alessandro, che nei primi giorni emanavano in
abbondanza quasi avessero scambiato il deserto per una donna! Profumo di alta
montagna: pino e mostro selvatico!
SI RINGRAZIA (in
ordine sparso):
Il nostro speciale Dottor House della
meccanica fuoristradistica, Alberto Casagrande, per la sua preziosa
professionalità, serietà e ingegnosa capacità di risolvere qualunque problema
meccanico (solo quello purtroppo!): grazie per averci portato in Libia! Già
pronto per il prossimo, vero?
La SepaDiver di Muggia – Trieste, nostro sponsor per le inedite immersioni nel
Lago Gabron, per la fiducia.
La signora Meghini che ci ha deliziato le cene con i suoi squisiti ragù e sughi
preparati sottovuoto per Domenico, con i quali abbiamo condito con varietà le
innumerevoli pastasciutte: potrebbe far concorrenza a quelli pronti!
I distributori di gasolio, che, anche se rari, ci hanno dato l’opportunità di
correre tanto (discorso che non vale per Alessandro perché è rimasto a secco a
pochi chilometri dal rifornimento!).
L’Amuchina per aver offerto la provvidenziale risoluzione del problema del
tappo dell’olio perso del Range Rover.
La pomata Fastum Gel per il trauma di Domenico.
Il satellitare Thuraya che ha funzionato anche con le schede ricaricabili
classiche.
Lo scaldasonno in maggiolina, che se non viene usato con testa rischia di farti
restare senza batteria come è successo ad Alessandro!
Tutti i famigliari che hanno “sofferto” la lunga mancanza della nostra persona…
Noi invece non abbiamo sofferto la loro!
La armonica a bocca con la quale Domenico ci ha deliziato alcune serate
rompendo il silenzio del deserto.
La Range Rover perché dove c’è Range, ci sono Ro-gne e ci si si diverte! Si
ringrazia in modo particolare Jadranka, senza la quale il viaggio non avrebbe
avuto i problemi meccanici accaduti: alla luce dei fatti sarebbe stato molto
più noioso! A sua volta Alberto la ringrazia per averli trovato qualcosa di
complicato da risolvere. Noi tutti ringraziamo lei e la buona sorte per aver in
seguito riportato il sorriso ad Alberto…
CONCLUSIONI
“Non cesseremo mai di
esplorare e alla fine delle nostre esplorazioni ci ritroveremo nel luogo da cui
siamo partiti e lo vedremo per la prima volta” by Thomas S. Eliot

Barbara Grillo radi587@yahoo.it Alberto Casagrande westlife@libero.it