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1800 KM RILASSANTI IN TUNISIA

 

Perché tanti giorni in Tunisia (dal 5 al 10 gennaio)? Questione di prudenza e tempi del traghetto. Sono stati calcolati nell’eventualità ci fossero problemi o imprevisti in Libia. Alla fine nonostante tutto siamo stati nei tempi stabiliti e abbiamo dovuto solo correre un po’ di più: in realtà il programma libico da noi scelto è fattibile tranquillamente in 19 giorni, ma se capitano incidenti, diventa molto intenso e stancante. A quanto sembra, però, sforare la permanenza in Libia oltre il giorno previsto di uscita crea problemi in dogana, soprattutto se la guida ed il poliziotto hanno un altro gruppo da gestire subito dopo. Non era il nostro caso: avevamo, infatti, tentato di prolungare il viaggio di un giorno per fare le cose con più calma, ma questo fatto al momento ha creato discussione per questioni legali di sicurezza alla frontiera (Ipse dixit).
Il soggiorno tunisino ci è servito solo per assorbire lo stress accumulato nelle belle corse libiche e per ridurre l’impatto (notevole) del rientro a casa.

 

SABATO 05: TATAOUINE – OASI KSAR GHILANE, 90 KM

Dopo la tirata notturna, cambiamo soldi e visitiamo il souk di Tataouine. Facciamo spesa: 11 dinari per 3 kg di clementine, 1 kg di datteri, 1 kg di carote speciali, 1 kg di banane! Il pane è a 0,24 dinari! Se calcoliamo l’equivalente in Euro, avremmo speso in tutto circa 5 Euro! La nostra meta è Ksar Ghilane. Passiamo per Chenini, che merita sempre qualche foto. Prendiamo la pista per l’oasi e notiamo come il paesaggio in giro sia molto più verde del solito: ha piovuto per dieci giorni consecutivi e la sabbia è bagnata e ricca di piante! Il cielo è ancora grigio. Facciamo una sosta per un thè al bar Nomade.http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20Tunisia%2005%20%2823%29.jpg
Arriviamo a Ksar Ghilane e ci accampiamo fuori sotto gli alberi. In campeggio dentro l’oasi è aumentato il numero di tende e tendoni rispetto a due anni fa …
Alla sera facciamo un giro tra le bancarelle e un negoziante sapeva che alcuni italiani nostri amici erano stati sequestrati dalla polizia algerina! Gli ho chiesto come ne era venuto a conoscenza visto che non ci sta la televisione là e lui simpaticamente mi ha risposto:”La voce del Sahara!” Minchia, viaggia a frequenze molto alte questa radio!

 

DOMENICA 06: OASI KSAR GHILANE IN RELAX (40 KM)

Dormiamo fino a tardi. Decidiamo di passare il pomeriggio a fare gincane su e giù per le dune bagnate e compatte fino ad un punto GPS a Est del fortino, che alcuni anni fa corrispondeva ad un luogo neolitico. Ora c’è una duna alta tre metri! Si viaggia da Dio, soprattutto perché abbiamo le jeep scariche, che si inerpicano da ferme sulle rampe sabbiose!

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20Tunisia%2006-2008%20%2813%29.jpgLUNEDÌ 07: KSAR GHILANE – DOUZ (HOTEL)

Smontiamo il campo e ci accorgiamo che il serbatoio del Land ha perso molti litri durante la notte: riusciamo a risolvere solo mantenendolo pieno a ¾.
Ci dirigiamo a Douz lungo una pista che anni fa era piena di sabbia. Ora ci sono solo poche e basse dune. Hanno spostato anche i caffè bar per correre dietro ai movimenti della sabbia!
Andiamo a far shopping a Douz, dove si possono trovare belle stoffe per neanche 30 Euro ottime per tendoni e copri divani. Prezzi paradisiaci per le femmine in shopping! Capita che i negozianti vogliano in cambio quaderni e penne per i figli.
Tento in un internet caffè di spedire qualche email, ma la tastiera araba complica semplici azioni e chi ha ricevuto le email ha pensato fossi analfabeta! Una ora di navigazione costa solo 1 dinaro. Passiamo al camping a trovare il nostro amico Italo di Feltre, sequestrato con la famiglia, le guide tunisine ed altri per cinque giorni dagli algerini … Han fatto 1000 chilometri in colonna scortati. Il tedesco che era con loro ha rotto le balestre del camion e lo ha dovuto lasciare nel deserto con il cane dentro, con la promessa degli algerini che sarebbe tornato dopo un giorno! In realtà ha impiegato sei giorni per tornare dal fedele compagno di disavventura trovandolo fortunatamente vivo e vegeto! La polizia algerina gli aveva messo dei vigilanti per 30 Euro al giorno e non ho dovuto sborsare solo questi per arrivare fino là.
Per festeggiare le lieta conclusione dei nostri viaggi, andiamo a cena in centro al paese da ChezMagic e mangiamo proprio bene e abbondante per 10 Dinari a testa. Dormiamo in Hotel Tuareg.

 

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2008%20%285%29.jpgMARTEDÌ 08: TOZEUR - SBEITLA (HOTEL)

Decidiamo di dividerci, un gruppo va diretto a Tunisi per cazzeggiare con calma nella medina, mentre noi temporeggiamo e facciamo una lunga deviazione, allergici alla caotica capitale. Ci dirigiamo a Tozeur per far affari in tappeti con un vecchio amico Benlaid Ridha. Lungo il tragitto poco dopo Kebili visitiamo un impianto di raffreddamento dell’acqua, che viene su da terra ad una temperatura di circa 70° C! E’ una curiosa struttura a tre piani di griglie, sulle quali l’acqua viene pompata in cima e raffreddata per caduta. Poco più avanti attraversiamo il lago salato, che dopo i 10 giorni di pioggia presenta molta più acqua del solito. Dopo la visita a Ridha, proseguiamo verso Nord e passiamo per Moulares invece di andare dritti per Gafsa. Questo paese vive grazie ad un incredibile impianto di trattamento di fosfati: i carrelli, che trasportano 24 ore su 24 i detriti dalle miniere, tagliano le montagne su lunghi binari non protetti, che fiancheggiano a tratti anche la strada. Si può http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2008%20%2847%29.jpgvedere da vicino il trasporto: camminando sui cumuli di depositi si possono trovare fossili e pezzi di gesso.
Continuiamo fino a Kasserine pensando di trovare un hotel, ma o ci si ferma 30 chilometri prima del paese o dopo non si trova niente, nonostante sia un paese grosso. La corsa si ferma alla città archeologico romana Sbeitla, dove troviamo un albergo per camionisti: c’è poca roba da visitare, solo qualche colonna e un arco.

MERCOLEDÌ 09 E GIOVEDÌ 10: BIZERTA (HOTEL) – GOULETTE TUNISI

Andiamo per Sbiba incappando in una fitta nebbia mattutina. Non troviamo poste aperte, perché oggi è festa per il giorno dell’anno e quindi ormai agli sgoccioli coi soldi ma non col gasolio a Mikthar deviamo lungo una strada di campi per Ticha, seguendo fedeli la mappa russa del GPS. Probabilmente tempi addietro era più trafficata e grande, ora è una pista per trattori! Quasi increduli continuiamo in direzione di Dougga e passiamo addirittura quattro guadi! Lungo questo tragitto si trovano reperti archeologici romani in mezzo ai campi pieni di margherite! La pista si perde tra un guado e l’altro, finché perdiamo anche noi l’orientamento: girovaghiamo sul letto del torrente e da lontano vediamo sulla sponda destra in alto la strada asfaltata, che dopo 15 chilometri ci porta a Dougga. Per prenderla passiamo con umile noncuranza in un campo e sbuchiamo nel giardino di una casa, con una signora che ci guarda allibita visto che il percorso fino a lì fatto era solo per i muli! Questo è l’ultimo fuoripista del viaggio, che ci ha ben imbrattato di fango il Land! Proseguiamo fino a Bizerta passando per campi con mucche e pecore, che brucano i fossi. Soggiorniamo presso il comodo albergo Sidi Salem. La città è carina e ha una storia complessa tra berberi, spagnoli e arabi ben visibile dalle architetture.
Giovedì cazzeggiamo il più possibile per ritardare l’arrivo a Tunisi e percorriamo tutte le strade più lunghe e alternative per arrivare alla grande città. Scendiamo nella baia/laguna di Raf Raf, ma non c’è la possibilità di costeggiare il mare a causa del promontorio e dobbiamo tornare indietro. Carino solo l’isolotto al largo.
Passiamo per l’Ariana, dove tutta la pianura è allagata. Le ore non passano. Andiamo a fare la pennichella sulla spiaggia di Sidi Bou Said. Gli altri nostri compagni faranno lo stesso, ma in un momento diverso e pertanto non riusciamo ad incontrarci.
Andiamo a fare i biglietti alle 15.30 stanchi di aspettare il momento di partire e troviamo gli sportelli aperti. Alle 17.00 ci ritroviamo tutti ed entriamo in dogana. La partenza è prevista per le 20.00. Alle 18.00 siamo tutti in fila pronti per salire in nave, ma non sarà possibile fino alle 23.30! La nave, infatti, è arrivata verso le 22.00 causa ritardi accumulati da viaggi precedenti per maltempo in Italia. Da buon bellunese Italo pensa bene di mettere a disposizione sul cofano del Land salame e formaggio!
Banchettiamo e ceniamo per quanto possibile, mitigando il nervosismo per le scarse informazioni. Per passare il tempo si chiacchiera moltissimo e si girovaga tra una jeep e l’altra meditando miglioramenti sugli allestimenti con copiature e nuove invenzioni!
A mezzanotte e mezza salgono le ultime auto e poco prima dell’una si parte. Ci fanno la cena per fortuna, ma occhio ai prezzi: 27 Euro per una cotoletta, pesce fritto, insalata, patatine e acqua!
Il mare è calmo: sistemiamo foto e dormiamo quasi tutto il giorno con gli indimenticabili pensieri della Libia che ci girano in testa!
I ritardi accumulati si fanno più pesanti all’arrivo: iniziamo lo sbarco alla una e mezza e partiamo alle 3 di notte. Il viaggio notturno è provante e pesante. Ancora non ci rendiamo conto che è proprio già finita, ma il libro che abbiamo letto è stato uno dei più entusiasmanti e affascinanti …
Un viaggio diverso, intenso, ricco di emozioni e paesaggi, impegnativo e pieno di imprevisti, che alla fine hanno dato un valore aggiunto: è stato proprio un gran sollievo esser riusciti a portare a casa tutti, ma in particolare il Range e Domenico!

 

 

LE COMICHE NARRABILI E INDIMENTICABILI

 

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2018%20%28242%29.jpgMercoledì 19: vendesi donne a Ghadames

Durante la visita alla città di Gadamesh, la guida Abdu ci confida che ha 17 figli da una unica donna e 28 nipoti! Ci prova subito con me e Jadranka per sapere se gliene regaliamo altri 17! Insiste più volte con lei svelandoci che una donna vale 5 dromedari (un dromedario equivale circa 500 Euro!). Nonostante i rifiuti lui non molla ma ci scherza sopra fino alla fine!

Domenica 23: anarchia a Uadi Magridhet
Durante la sosta ad Awaynat facciamo spesa e Alessandro e Adriano comprano uova. Ne cucinano una parte, ma non riescono a farle bollire tutte perché si deve partire subito. Rimettono le uova al loro posto e pensano
http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20%2023%20%28131%29.jpgbene di segnarle. Passa la giornata e le mettono sulla tavola durante la preparazione della cena nel campo ai piedi della grande duna. Il problema è che non si ricordano più se avevano segnato quelle sode o quelle crude! Per capirlo non resta altro che provarle! Comincia il gioco del tiro all’uovo per testarle! Un po’ in faccia, un po’ per terra vanno finite tutte!
Sempre la stessa coppia non risparmia risate quella sera: mentre stiamo cercando il posto per il campo, Alessandro e Adriano discutono sulla opportunità di mettere il tendone comune ed in particolare Adriano esordisce dicendo:” No tenda, questa sera parlo io da Alberto che non si monta il tendone”. Al momento di farlo, Alberto come suo solito richiama tutti all’allestimento, in particolare nomina Adriano, che comicamente è il primo a rispondere:” Sì, pronti qua, arrivo subito!”
Della stessa idea sono anche Fabio e Mauro per quanto riguarda la loro tenda per dormire: non hanno voglia di prepararla e copiano Tahar e Sahad, che dormo sotto la luce delle stelle! Una tecnica che adotteranno per tutti i campi futuri. Dopo soli tre campi già c’è anarchia!

Venerdì 28: talpe a Timissah

Siamo accampati alla periferia di Timissah tra basse dune ai limiti di una sabkha. Mentre prepariamo il campo e la cena, Mauro si diverte a fare insensati buchi nella sabbia come fosse colpito dalla sindrome della talpa! In vena di scherzi pensa di farne uno sotto la tenda Chechua di Jadranka, a sua insaputa ovviamente. Tutta la serata si svolge nella piena normalità: si mangia la solita pasta con i mitici sughi della signora Meghini e come contorno una ottima verdura; si beve il thè con la guida e poi tutti a nanna. Jadranka è l’ultima insieme ad Alberto, che ha la jeep vicino alla sua tenda. Lei si va a coricare e sprofonda inevitabilmente di oltre 20 centimetri! Spaventata esce e chiede ad Alberto di controllare cosa è successo: lui inconsapevole verifica e le chiede se ha trovato un pozzo di petrolio! Lei gli chiede se è possibile che si aprano depressioni così spontaneamente, visto che siamo nei pressi di un lago salato… Alcuni di noi nelle vicinanze scoppiano in risate a crepapelle! Che comiche! Lo scherzo è stupendamente riuscito!

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20%2010%20%2843%29.jpgDomenica 30: smemorati a Waw an Namus

Io e Alberto andiamo a piedi sul cratere principale e poco dopo ci seguono a nostra insaputa anche Jadranka, portata da Mauro, e Andrea, portato da Domenico. Ammiriamo il panorama dall’alto in modo sparso. Quando scendiamo, incontriamo gli altri e non c’è nessuno che li aspetta! Chi deve venire a prenderli se ne sta pacifico a bere il thè sul bordo del vulcano con le guide da tutta altra parte. Se ne sono proprio dimenticati e solo dopo continue chiamate vie radio riusciamo a farli andare a prendere! Che affiatamento di squadra!

Giovedì 03: AAA cercasi gasolio

Sulla via del rientro verso Nord partiti dal campeggio dei laghi, tentiamo di fare gasolio in periferia di Sebha, ma non ce ne è. Per altri 200 chilometri niente benza e niente pane o luoghi per fermarsi a far rifornimento. A 90 chilometri da Zwara ad un posto di blocco ci fermiamo per aspettare Alessandro, che è rimasto indietro. Intanto facciamo gasolio fino all’ultima goccia con le taniche di riserva. Solo dopo 40 muniti di sosta la guida si ricorda di noi e la vediamo tornare indietro: cavolo si è ricordata di noi!! Dopo 30 chilometri un altro posto di controllo: in questa tratta c’è un distributore di gasolio ma è vuoto! Siamo quasi a secco e arriviamo a quello di Zwariff tutti o quasi col gasolio contato: all’incrocio si vede il Toyota di Alessandro procedere a traino del Range perché è rimasto senza carburante a 2 chilometri dal distributore! Aaah!! Ci ridiamo sopra davanti ad un pranzo abbondante di riso, cus cus, minestra, pollo per la modica cifra di 6 Euro a testa! Mercoledì 09: Range Rover ultimo atto Mentre stiamo ammazzando il tempo nella lunga attesa di imbarcarci. Dopo giorni in cui il Range non dava segni di rogne, Domenico si avvicina ad Alberto con un’aria da “Huston, c’è un problema!” e gli chiede:”Alberto, hai un tappo di sughero?”, perché ha perso il tappo dell’olio quando ha fatto benzina prima di entrare in dogana! Lui gli risponde che siamo pieni di tappi di sughero! Tra una battuta e l’altra il chirurgo House rovista nel Land fino a trovare l’Amuchina: risolve la mancanza mettendoci il tappo capovolto e fissandolo con del filo di ferro! Calza a puntino! Ora il Range ha tutto tranne che pezzi suoi originali! Anzi ha qualcosa più degli altri! Le comiche son state quando due giorni dopo l’arrivo a casa Domenico ha portato dal suo meccanico la jeep, il quale, una volta aperto il cofano, gli ha chiesto cosa era quella cosa!

 

UNA PROPOSTA INDECENTE O QUASI: DORMIRE IN HOTEL

 

Dopo un tour libico qualsiasi bettola tunisina o di qual si voglia paese rappresenta un lusso! Un viaggio in Libia implica pochi alberghi e molti campi liberi, che, viste le condizioni igieniche di quelli veri, sono i migliori alberghi a cinque stelle anzi a multi stelle!

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2018%20%286%29M.jpgDomenica 16 dicembre

Hotel Tunisia a Kariouane in Tunisia si trova a pochi metri dalla porta della medina. E’ modesto ma sufficiente: una camera doppia con colazione costa 30 dinari. E’ http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2018%20%28198%29M.jpgla terza volta che veniamo in questo hotel e ci siamo sempre trovati bene.

 

 

 

 

Lunedì 17 dicembre
M Hotel Winz Rik Nalut
in Libia: si è rivelato una sorpresa, perché nessun contava di pernottare in albergo o sapeva che ci fosse. Ha una logistica strategica e panoramica sul granaio fortificato della città. E’ l’unica cosa bella che ha! Ci ha colpito per i corridoi molto alti e stretti. E’ accettabile visto che di meglio non si può pretendere in quei posti: riteniamo comunque che la vasca verde si sia lavata per la prima volta con la nostra doccia … eravamo provvisti di ciabatte con le zeppe, mentre la cragna (= sporco) colava! In compenso si mangia molto bene e tanto: ci è costato 75 dinari tutto compreso per due.

 

Martedì 18 dicembre
M Rest House a Ghadames:
la guida Tahar ci porta in periferia della bella città, dove stanno costruendo case e condomini per turisti e residenti ricchi. E’ stata anche questa una sorpresa: è una palazzina a due piani con quattro camere a piano, di cui una, la suite, con il bagno compreso (mentre le altre no) ed un grande lettone dalla appariscente testiera in legno e pelle per il capitano Alberto! Sono tutte nuove e in ottime condizioni. Ma il letto bisogna sempre farselo lo stesso! Abbiamo cenato nella sala da pranzo. Ci è costato in tutto 35 dinari a testa.

 

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20%2022%20%2853%29M.jpgSabato 22 dicembre
Camping ad Al Awaynat:
è l’unico ed è attrezzato con doccia e capanne a cupola a due posti per 25 dinari in due. Tutti cotti dalle giornate appena trascorse ci scrostiamo le croste e tutti a nanna in un letto. Dopo due giorni ritorniamo dal Magridhet per rifarci una doccia e ci costa 1,5 dinari a testa.

 

Sabato 29 dicembre
Camping Hotel Waw el Kebir: qui ci facciamo solo la doccia per due dinari a testa. I bagni sono in buone condizioni. Non è lo stesso per il campeggio circostante: ci sono container vuoti, capanne non finite ed in disuso, una piscina abbandonata e senza acqua, dove ci vivono solo grandi scarafaggi… insomma una desolazione di posto. Ci sono più gatti che persone…

 

Lunedì 31 dicembre e mercoledì 02 gennaio
Camping Africa Tours a Fjeij: è attrezzato per l’accoglienza del turismo “di massa”, quindi si trovano docce e capanne a due posti in buone condizioni. Il bagno è tappezzato di piastrelle azzurre senza tetto! Chi però aveva la maggiolina ha dormito nelle sue pulci! Quelle hanno il pedigree! Il solo posto auto sono 10 dinari, la cena abbondante 10 dinari; chi ha preso la capanna 25 dinari. Quando il 03 mattina partiamo, paghiamo la metà rispetto al giorno prima anche se non gli va bene, perché durante la notte c’è stato un black out e non c’era acqua calda per la doccia.

 

http://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%2004%20%283%29M.jpghttp://fennecdesertteam.it/ARCHIVIO/fennec-old/immagini/libia/Libia%20%2001-2008%20%284%29M.jpg

Giovedì 03 gennaio
Hotel Cordan a Gharian
: è il più lussuoso e tecnologico che ci è capitato per 55 dinari in due con colazione. Per entrare si passa attraverso i raggi X compresi i bagagli. Penso anche l’acqua calda passi per strutture super sofisticate visto che è arrivata di mattina! E’ uno di quei posti dove ti possono svegliare e buttare fuori nel cuore della notte se arrivano pezzi grossi e politici!

 

07, 08, 09 gennaio
Hotel a Consul a Tunisi: albergo lussuoso e confortevole ad un chilometro dal centro. Costa 55 dinari a camera doppia.

 

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Lunedì 07 gennaio
Hotel Tuareg a Douz: è l’ennesima volta che veniamo qui ed è sempre un ottimo posto per 40 dinari in due.

 

Martedì 08 gennaio
Hotel a Sbeitla a 2 stelle o meglio due stalle: modello tipico per camionisti e con questo si dice tutto! Dopo aver visto gli alberghi in Libia (quei pochi), qualsiasi altro posto è migliore! Pagato 55 dinari in due e 8 per la cena. Il prezzo non vale il posto, ma era già tardi quando siamo arrivati e di meglio non abbiamo trovato quella sera. Con la luce del giorno abbiamo visto qualche posto migliore.

 

Mercoledì 09 gennaio
Hotel Sidi Salem a Bizerta: è molto comodo e pulito per 66 dinari in due con mezza pensione. Le camere con bagno sono in casette depandance con vista mare: posizione piacevole grazie alla quale si arriva sul porto passeggiando fuori dell’albergo.

 

 

NON SI RINGRAZIANO (in ordine disperso):

 

Gli ammortizzatori di GB Assetti, che hanno fatto tanto incazzare Alessandro!
I bagni (cessi) dei distributori di benzina per i profumi e le condizioni indimenticabili!
Le radio CB, che divise due in frequenza AM e due FM, ci hanno nervosamente complicato il viaggio favorendo la non comunicazione e l’isterismo!
Alessandro e Adriano per le ripetute sveglie premature alle 4.00 e 6.05 di mattina a causa delle loro rumorose risate e lunghe chiacchierate!
Le boccole (i gommini) del ponte anteriore taroccati del Land Rover, che hanno messo alla prova l’arguto ingegno di Alberto pentito di non aver comprato gli originali, perché non sarebbe mai successo (Ipse dixit).
La Grimaldi GNV che all’andata arrivati in porto a Tunisi ci ha fatto aspettare sui divanetti senza scendere per più di quattro ore e per otto ore in dogana a Tunisi per imbarcarci.
La polizia di frontiera tunisina che al nostro arrivo il 16 dicembre già con ritardo accumulato ci ha fatto aspettare una ora in più, perché voleva una fantomatica lista di tutto il carico del Toyota bianco!
Gli ormoni di Adriano e Alessandro, che nei primi giorni emanavano in abbondanza quasi avessero scambiato il deserto per una donna! Profumo di alta montagna: pino e mostro selvatico!

 

SI RINGRAZIA (in ordine sparso):

 

Il nostro speciale Dottor House della meccanica fuoristradistica, Alberto Casagrande, per la sua preziosa professionalità, serietà e ingegnosa capacità di risolvere qualunque problema meccanico (solo quello purtroppo!): grazie per averci portato in Libia! Già pronto per il prossimo, vero?
La SepaDiver di Muggia – Trieste, nostro sponsor per le inedite immersioni nel Lago Gabron, per la fiducia.
La signora Meghini che ci ha deliziato le cene con i suoi squisiti ragù e sughi preparati sottovuoto per Domenico, con i quali abbiamo condito con varietà le innumerevoli pastasciutte: potrebbe far concorrenza a quelli pronti!
I distributori di gasolio, che, anche se rari, ci hanno dato l’opportunità di correre tanto (discorso che non vale per Alessandro perché è rimasto a secco a pochi chilometri dal rifornimento!).
L’Amuchina per aver offerto la provvidenziale risoluzione del problema del tappo dell’olio perso del Range Rover.
La pomata Fastum Gel per il trauma di Domenico.
Il satellitare Thuraya che ha funzionato anche con le schede ricaricabili classiche.
Lo scaldasonno in maggiolina, che se non viene usato con testa rischia di farti restare senza batteria come è successo ad Alessandro!
Tutti i famigliari che hanno “sofferto” la lunga mancanza della nostra persona… Noi invece non abbiamo sofferto la loro!
La armonica a bocca con la quale Domenico ci ha deliziato alcune serate rompendo il silenzio del deserto.
La Range Rover perché dove c’è Range, ci sono Ro-gne e ci si si diverte! Si ringrazia in modo particolare Jadranka, senza la quale il viaggio non avrebbe avuto i problemi meccanici accaduti: alla luce dei fatti sarebbe stato molto più noioso! A sua volta Alberto la ringrazia per averli trovato qualcosa di complicato da risolvere. Noi tutti ringraziamo lei e la buona sorte per aver in seguito riportato il sorriso ad Alberto…

 

CONCLUSIONI

“Non cesseremo mai di esplorare e alla fine delle nostre esplorazioni ci ritroveremo nel luogo da cui siamo partiti e lo vedremo per la prima volta” by Thomas S. Eliot

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Barbara Grillo radi587@yahoo.it Alberto Casagrande westlife@libero.it

 

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